Film d’essai, “L’Avenir” tra le 14 pellicole italiane ad ottenere la qualifica

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Film d’essai, “L’Avenir” tra le 14 pellicole italiane ad ottenere la qualifica

L’attribuzione della qualifica è avvenuta con decreto del Direttore Generale Cinema a favore di 50 film, europei e internazionali

Sono 14 i film italiani che ottengono la qualifica di “film d’essai” su un totale di 50 pellicole, europee e internazionali, autorizzate per l’uscita in pubblico dallo scorso novembre a gennaio dell’anno in corso. L’attribuzione della qualifica è avvenuta con decreto del Direttore Generale Cinema. I 14 film italiani qualificati d’essai sono: “Come un gatto in tangenziale” di Riccardo Milani, “Ella & John” di Paolo Virzì, “Gli sdraiati” di Francesca Archibugi, “Il cratere” di Luca Bellino e Silvia Luzi, “Il potere dell’oro rosso” di Davide Minnella, “Il premio” di Alessandro Gassmann, “La botta grossa” di Sandro Baldoni, “L’Avenir” di Luigi Pane, “Malarazza” di Giovanni Virgilio, “Mostri” di Adriano Giotto, “Napoli velata” di Ferzan Ozpetek, “Ombre della sera” di Valentina Esposito, “pagine nascoste” di Sabrina Varani, “The place” di Paolo Genovese.

QUALIFICA DI FILM D’ESSAI
Il decreto ministeriale 304/2017, attuativo delle disposizioni della Legge Cinema (L. 220/2016), ha introdotto disposizioni applicative in materia di programmazione di film d’essai. La Legge Cinema aveva stabilito che con il termine “film d’essai” – ovvero “film di ricerca e sperimentazione” – si dovessero intendere “i film di qualità, aventi particolari requisiti culturali ed artistici idonei a favorire la conoscenza e la diffusione di realtà cinematografiche meno conosciute, nazionali e internazionali, ovvero connotati da forme e tecniche di espressione sperimentali e linguaggi innovativi”. Il decreto attuativo ha poi specificato che sono considerati d’essai i film che presentano “spiccati elementi di ricerca o di sperimentazione riconoscibili nel linguaggio cinematografico, nell’impianto e nella struttura narrativa, nell’uso delle fonti e nelle tecniche di ripresa ovvero di montaggio, nel rapporto fra contenuti narrativi e contenuti documentaristici ovvero fra contenuti ripresi con tecniche tradizionali e contenuti realizzati con tecniche digitali, nelle modalità di produzione, realizzazione e distribuzione” e i film d’archivio, quali film aventi valore storico e culturali conservati nelle cineteche pubbliche.

La richiesta di attribuzione della qualifica viene presentata dall’impresa di produzione o di distribuzione o può essere segnalata dalle associazioni nazionali di categoria o Enti di promozione della cultura cinematografica. È prevista l’attribuzione automatica per i film distribuiti nelle sale italiane che abbiano partecipato a festival e premi di rilevanza internazionale. Il Direttore Generale Cinema provvede a decretare l’attribuzione entro trenta giorni dalla richiesta.

Fonte: http://agcult.it/2018/01/24/film-dessai-ottengono-la-qualifica-14-pellicole-italiane/